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lunedì 24 maggio 2010

La valutazione della convenienza di un impianto fotovoltaico: il dimensionamento


Abbiamo già visto nei post precedenti che l’acquisto di un impianto fotovoltaico costituisce, a tutti gli effetti, un investimento.
Ed abbiamo anche esaminato quali sono le caratteristiche tecniche dell’impianto da valutare, al fine di garantirci il massimo rendimento possibile dal nostro investimento.
Ma selezionare il miglior materiale disponibile sul mercato non basta ad assicurarci un buon investimento.
Facciamo un passo indietro.
Prima di acquistare il materiale, e, quindi, prima di selezionare marche e modelli di moduli, di inverter, di strutture di sostegno, dobbiamo stabilire, infatti, quanto materiale ci occorre.
Abbiamo bisogno, cioè, di stabilire la dimensione dell’impianto fotovoltaico.
Questa attività, il dimensionamento di un impianto fotovoltaico, deve essere svolta da un tecnico competente.
L’obiettivo dell’attività di dimensionamento è, per l’appunto, la definizione della dimensione (e, quindi, della potenza, ottimale dell’impianto).
Nel corso di tale attività, si considerano, tra gli altri aspetti, la disponibilità fisica della superficie che ospiterà l’impianto ed il fabbisogno di energia elettrica.
Al fine di ottimizzare l’investimento nel fotovoltaico, non conviene sovradimensionare l’impianto.
Perché?
Perché non conviene raggiungere una potenza di impianto largamente superiore a quelle che sono le effettive esigenze dell’utenza?
Per rispondere a questa domanda, faccio ricorso ancora una volta a Robert T. Kiyosaki, l’autore della fortunata serie di best sellers sull’intelligenza finanziaria.
Kiyosaki ci esorta a modificare il nostro comportamento nei confronti dei soldi: ci invita, cioè, a creare le condizioni perché siano i soldi a lavorare per noi e non il contrario.
Ci invita a considerare i soldi come dei nostri dipendenti.
Più efficacemente lavoreranno per noi i nostri dipendenti (i nostri soldi) e più velocemente cresceranno le nostre rendite e la nostra libertà finanziaria.
Bene. Trasferiamo questo concetto nel fotovoltaico. Consideriamo i kWh prodotti dal nostro impianto fotovoltaico come dei nostri dipendenti.
Essi lavorano per noi ben due volte, anche se ci sono costati una sola volta: la prima volta, ci fabbricheranno il risparmio sulla bolletta e la seconda, gli incentivi del Conto Energia.
Ora, poiché la quota di energia in eccesso rispetto a quella consumata viene ceduta gratuitamente alla rete elettrica (in regime di Scambio sul Posto) se noi sovradimensioniamo la capacità produttiva dell’impianto fotovoltaico, otteniamo, in sostanza, l’effetto di aumentare il numero dei nostri dipendenti che lavorano solo una volta per noi (Conto Energia), rispetto, al numero di dipendenti totali.
Se creiamo, invece, le condizioni, attraverso un corretto dimensionamento dell’impianto, di far lavorare il maggior numero possibile di nostri dipendenti (kWh) due volte, otterremo il massimo rendimento possibile dal nostro investimento nel fotovoltaico.

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